L’arrampicata si avvia a diventare un sport maturo con numeri sempre più importanti in termini di praticanti nel mondo. E un livello sempre più alto, dove le differenze si misurano in termini di millesimi di secondo, come è successo nella gara simbolo della manifestazione: il duello.

Si è appena concluso il primo weekend di Rock Master Festival, quello in cui si sono sfidate le grandi start della scalata contemporanea. Le nuove date dell’evento infatti sono i due weekend in successione, del 27-29 luglio e del 3-5 agosto. Ecco qui il racconto di questa prima tornata, quella certamente più attesa, in attesa di vivere quella dedicata ai giovani astri nascenti di oggi, con Rock Junior e a quelli del domani, con Family Rock. Perché la forza di questo appuntamento è stata da sempre, senza dubbio, quella di aver saputo guardare al futuro con lungimiranza. Non è un caso se i giovani promettenti di ieri oggi sono lì tra i migliori, come la slovena Garnbret, che fu presente alcuni anni fa al Rock Junior di Arco e venerdì era candidata al La Sportiva Competition Award ed è tra le prime nel ranking mondiale.

 

I risultati

Sabato al Climbing Stadium gli atleti della IFSC World Cup hanno regalato un grande spettacolo di sport e agonismo, dopo le qualifiche della mattina dalle 18:00 sono cominciate le finali della Speed World Cup sotto la pioggia battente e un cielo plumbeo. Nella categoria femminile domina la Russia con Iuliia Kaplina (7.41) e Maria Krasavina (7.65), la francese Anouck Jaubert non arriva a toccare il pulsante di stop in cima e si classifica al terzo posto. Tra gli uomini guida la classifica l’ucraino Danyil Boldyrev, pochi secondi dietro di lui il russo Aleksandr Shilov infine l’iraniano Reza Alipourshena, detentore del record del mondo, scivola con un piede e porta a casa un terzo posto.

La serata è proseguita con le finali della Lead, tra le donne Janja Garnbret cade a una presa dal top sulla parete umida e scivolosa per la pioggia ma vince la tappa di Coppa del mondo IFSC ospitata dal Rock Master, seconda l’austriaca Jessica Pilz, seguita dalla collega belga Anak Verhoeven, fermata dallo scadere del tempo. Per gli uomini vince la finale Jakob Schubert, che chiude il tracciato in scioltezza, mentre gli altri si fermano ai volumi. Secondo posto in “casa” per l’italiano Stefano Ghisolfi, seguito dallo sloveno Domen Skofic.

Nella giornata di domenica si è partiti con il celebre KO Boulder: tre tentativi a disposizione degli atleti e viene eliminato chi di volta in volta ha raggiunto l’altezza minore. Primo tra gli uomini il russo Aleksei Rubtsov, al secondo posto lo sloveno Gregor Vezonik seguito dal connazionale Jernej Kruder. Nel pomeriggio le finali femminili che hanno visto primeggiare la francese Fanny Gibert, dalla russa Katia Kipriinova, mentre in terza posizione la serba Stasa Gejo, Campionessa europea in carica. Nell’ora più calda è cominciato il Duello, altra originale ed esclusiva gara, simbolo stesso del Rock Master: otto atleti e otto atlete si sono scontrati a eliminazione diretta su due vie parallele. Trionfa chi raggiunge il top nel minor tempo possibile. Adam Ondra (CZE), incoronato anche per questa edizione re del duello, vince (davvero al fotofinish) sul tempo di Sean McColl (CAN) per quattro millesimi di secondo. In terza posizione ritroviamo Jakob Schubert (AUT), che sale in parallelo con Stefano Ghisolfi (ITA) fino al tetto, dove si dimostra però più veloce dell’atleta azzurro. Tra le donne la regina indiscussa per l’ennesima volta è Janja Garnbret: la slovena batte la francese Julia Chanourdie, quarta. Al secondo posto l’austriaca Jessica Pilz seguita da Anak Verhoeven (BEL). Le finali dello Street Boulder, il contest non competitivo con quattro blocchi tracciati dagli sponsor del Rock Master Festival e cominciato in paese, si sono tenute, per la prima volta, al Climbing Stadium. Quasi 90 i partecipanti a questo evento, venuti da molte nazioni tra cui Polonia, Russia, Argentina, Ecuador e Venezuela e alcuni atleti della nazionale italiana Speed. L’evento è stato organizzato a partire da un’idea di Valerio Ballardini che aprirà tra un mese la Palestra Infinity Boulder e grazie anche a Vertical Life.

Ondra, Messner e Degranges: le star degli Oscar dell’arrampicata

La XIII edizione degli Arco Rock Legends si è tenuta il venerdì sera al Casinò di Arco. Diversi personaggi fenomenali del mondo del climbing hanno partecipato all’evento, a partire da una figura unica che unisce arrampicata, alpinismo, esplorazione e tanto altro, Reinhold Messner, premiato con il “Climbing Ambassador” by Dryarn di Aquafil. Personaggio poliedrico che ha superato il limite del sesto grado, pioniere dell’alpinismo moderno, ma anche il primo a conquistare l’Everest senza ossigeno supplementare e le 14 vette degli ottomila poi. Messner ha reso merito al Rock Master Festival per aver fatto crescere l’arrampicata sportiva, disciplina oggi diffusa in tutto il mondo. La motivazione della giuria «Per averci fatto sognare e averci fatto comprendere la strada per conoscere e superare i nostri limiti nel climbing e nella vita». Oltre a lui, celebrate due stelle dell’arrampicata mondiale: Adam Ondra, vincitore del Wild Country Rock Award, un atleta che, ha sottolineato la motivazione della giuria, rappresenta: «Il futuro che si fa presente, ispirando visioni prima impensabili, per tutta la comunità dell’arrampicata»; e Romain Desgranges, che è stato insignito del premio La Sportiva Competition Award, «per averci insegnato che l’arte della competizione e dell’arrampicata non finisce mai. E che la dedizione porta sempre a grandi risultati». Il francese è campione del mondo 2017 nella lead. In lizza per il Wild Country Rock Award c’erano anche l’austriaca Angela Eiter, prima donna a salire una via di grado 9b, e Alexander Megos, salito agli onori delle cronache per aver liberato il quarto 9b+ al mondo in soli 15 giorni. Significativo l’omaggio di Ondra alla Eiter: «Dieci anni fa si poteva anche pensare che un uomo sarebbe arrivato a un 9c, ma che una donna avrebbe chiuso un 9b?!». Per il La Sportiva Competition Award invece erano stati nominati anche la slovena Janja Garnbret, nata proprio al Rock Junior di Arco e diventata poi star sia nella Lead sia nel Boulder, e l’iraniano Reza Alipour Shenazandifard, protagonista del nuovo record del mondo di 5.48 secondi nella speed.

Un village sempre più attivo

Al primo weekend del Rock Master Festival non sono mancate diverse attività proposte dagli sponsor per coinvolgere tutti. Come novità di quest’anno, durante lo street boulder di sabato e domenica ci sono stati dei blocchi completamente tracciati e brandizzati ad opera delle aziende technical Sponsor CAMP, Wild Country, Sint Roc e La Sportiva. Tra coloro che completeranno questi blocchi verranno estratti a sorte i vincitori di alcuni premi offerti dalle aziende. Wild Country, in collaborazione con Vertical Life, ha organizzato anche una caccia al tesoro sulle falesie fuori Arco, mentre venerdì sera alle 19:00 si è tenuta la festa con barbecue e concerto di La Sportiva e i suoi 90 anni di attività. Per tutti gli appassionati di slackline l’azienda Spider Slackline ha organizzato presso il village ogni alcune esibizione di trick e acrobazie. Per chi ama uno stile di arrampicata ma anche di guida dinamico, il Concessionario Ceccato ha organizza test drive di alcuni modelli della gamma Crossover. Non poteva poi mancare la sfida Zlagboard,  un contest che raccoglie sempre molte adesioni: Ramón Julián Puigblanque è l’attuale detentore del record. Nei giorni precedenti all’evento, Vertical Life ha invitato a partecipare a una sfida di arrampicata: scalando 150 metri e registrandosi sull’app Vertical Life Climbing era possibile essere estratti per vincere i biglietti per il Rock Master. Sabato pomeriggio il negozio di Diego Mabboni ha offerto un aperitivo sponsorizzato da Skylotec. Infine le famiglie o le future mamme hanno potuto testare i performanti passeggini Thule, distribuiti in Italia da Panorama. Tra gli altri partner segnaliamo Vibram, Sint Roc, Grivel, Lasko Lifestyle, Stubai, Teva e Vaude.

Per tutti i risultati e i report di gara: rockmasterfestival.com

Ph credits: Klaus Dell’Orto