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L’accordo di libero scambio tra Europa e Giappone siglato a fine luglio è fonte di soddisfazione per i produttori di prodotti sportivi europei. In particolare le aziende di winter sport non attendevano altro che la fine dei pesanti dazi doganali. Solo un ultimo ostacolo va ancora risolto prima dell’entrata in vigore.

 

Martedì 24 luglio Donald Tusk, presidente del consiglio europeo e Jean-Claude Juncker, presidente della commissione Europea e Shinzo Abe, primo ministro giapponese si sono incontrati ufficialmente per firmare l’accordo economico di libero scambio Europa-Giappone. A seguito della firma della parternship, il parlamento europeo dovrà votare sullo stesso in autunno. Una volta che le procedure saranno finalizzate sia a Bruxelles che per quanto riguarda il Giappone, l’accordo entrerà in vigore all’inizio del 2019.

La Federazione  dell’Industria dei prodotti sportivi europea (FESI) e le aziende di calzature per gli sport invernali hanno accolto con grande soddisfazione la firma dell’accordo rilasciando una dichiarazione. L’industria del settore è dunque fiduciosa che l’accordo sosterrà la crescita economica, spingendo il commercio globale e generando posti di lavoro. Si suppone anche che l’accordo assicurerà più bassi costi per i prodotti importati così come per le esportazioni per produttori e consumatori.

Dazi attuali sugli scarponi da sci al 27%

“In tempi in cui le misure protezionistiche stanno sfortunatamente tornando di moda nel mondo, l’ Economic Partnership Agreement tra Europa e Giappone rappresenta un messaggio positivo per il mercato sostenibile, equo e libero” ha dichiarato il presidente della FESI Frank Dassler “l’industria sportiva è fiduciosa che questo accordo ambizioso incrementerà le opportunità per il nostro settore, specialmente in quello degli sport invernali, in termini di lavoro, crescita economica e consumatori. Speriamo che questo spiani la strada alla ratifica di nuovi accordi bilaterali come quello tra Europa e Vietnam”.

“Le aziende di scarponi da sci europee insieme stanno pagando oltre 20 milioni di euro di dazi di importazione ogni anno. Questa barriera al commercio ha bloccato progetti di investimento in un mercato che già si scontra con molti problemi come la scarsità di neve e la diminuzione dei tassi di partecipazione e la domanda di prodotto” ha aggiunto Rene Harrer di Head e titolare del comitato sci della Fesi.

Specialmente i produttori dell’attrezzo sci beneficeranno dunque di questo accordo. Attualmente infatti i dazi sugli scarponi da sci sono del 27%. Dal primo giorno in cui l’accordo entrerà in vigore questi dazi saranno ridotti a 24,5% e in 10 anni essi saranno completamente rimossi (con una riduzione graduale del 2,4% o del 2,5% ogni anno).

Fonte: Ispo.com