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Sono 120.000 le firme che i rappresentanti della campagna Save the Blue Heart of Europe hanno consegnato ad alcuni dirigenti di più alto livello della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD) a Londra. Un numero record di adesioni alla petizione lanciata nell’aprile 2018 nell’ambito di una campagna mondiale denominata “Save the Blue Heart of Europe”.

L’intento è stato quello di invitare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD), la Banca europea per gli investimenti (EIB) e la Società finanziaria internazionale (IFC) della Banca Mondiale a fermare gli investimenti idroelettrici nei Balcani prima che gli ultimi fiumi selvaggi in Europa vengano irreversibilmente distrutti. Insieme, queste istituzioni hanno finanziato almeno 82 centrali idroelettriche nei Balcani – di cui 37 situate in aree protette – per un investimento totale di 724 milioni di euro.

In qualità di trendsetter economici per le attività nella regione, le banche hanno stimolato diversi progetti di investimenti idroelettrici da parte di istituti di credito commerciali, tra cui, tra gli altri, Erste in Austria e Unicredit in Italia. Le banche commerciali hanno finanziato almeno 158 centrali idroelettriche.

La campagna invita le banche a limitare i finanziamenti per i progetti che si trovano nelle aree protette e su tratti fluviali di grande valore, ad applicare condizioni ambientali più rigorose ai prestiti nel settore e ad aumentare i finanziamenti per l’efficienza energetica e altre energie rinnovabili a minor impatto: fonti il cui potenziale nella regione rimane ad oggi ampiamente inutilizzato.

Il gruppo di lavoro di Save the Blue Heart of Europe è composto dalle ONG RiverWatch, Bankwatch, Centro per l’Ambiente, EuroNatur, EcoAlbania, CSBNP, Eco-sense e Front 21/42, nonché dall’azienda attivista Patagonia. In questi mesi, inoltre, è stato presentato il documentario Blue Heart – un lungometraggio prodotto da Patagonia, dedicato alle storie delle popolazioni locali che combattono per proteggere gli ultimi fiumi selvaggi in Europa dalla possibile costruzione di 3.000 dighe idroelettriche. Il film è stato lanciato lo scorso marzo ed è stato successivamente proiettato in tutta Europa, in Giappone, in Sud America e in Australia.

Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, dichiara: “Si tratta di uno spreco di denaro e di una farsa morale che alcune delle più grandi istituzioni finanziarie del mondo abbiano abbracciato questa tecnologia obsoleta e sfruttatrice e stiano finanziando dighe in alcuni degli ultimi posti selvaggi in Europa”.
La campagna e le azioni correlate continueranno a fare pressione sulle istituzioni finanziarie fino a quando esisterà ancora la minaccia di 3.000 progetti idroelettrici nella Penisola balcanica.

In questi ultimi giorni il gruppo di attivisti ha celebrato una vittoria importante: un tribunale in Bosnia ed Erzegovina ha stabilito che il permesso ambientale per la costruzione di dighe sul fiume Kruščica – una delle tre storie principali raccontate nel film Blue Heart – deve essere annullato immediatamente. Ciò significa che eventuali ulteriori lavori di costruzione sulla diga proposta sono da considerarsi illegali.

Il film Blue Heart ha ricevuto oltre 250 richieste di proiezione soltanto in Europa e continuerà ad essere presentato durante i festival ed eventi di tutto il mondo.