L’edizione 2018 di Orobie Ultra-Trail prende forma. Se sotto l’aspetto tecnico-sportivo si presenta in continuità con le edizioni passate, con la sostanziale conferma del tracciato delle tre gare che compongono l’evento, grandi novità sono invece presenti per quanto riguarda i partner che supporteranno l’ultra-trail. Da quest’anno si è formato un Pool di aziende che hanno deciso d’investire su Orobie Ultra-Trail con un progetto triennale, fornendo un sostegno che non è solo economico. Sono: Eolo, Ivs, Lovato Eletric, Montello, QC Terme, Scame Parre, ATB (azienda trasporti Bergamo), Elle-Erre, Gore-Tex, Giasto G-To, Hoka One One, Arrigoni Formaggi, Bracca e Pineta acque minerali, Cmp, Elav Brevery, Kratos.

Nonostante sia relativamente giovane per intraprendere gli studi universitari – con l’edizione 2018 compirà infatti quattro anni quello che però è già percepito come un evento tradizionale della bergamasca – l’Orobie Ultra Trail è entrata nelle aule accademiche. Ester Maffeis, di Petosino (Almè), ha infatti incentrato la sua tesi in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Milano proprio sull’influenza della distribuzione dello sforzo sulla prestazione in gare di ultra-trail. In particolare si è concentrata su 28 atleti che hanno corso i 70 km dell’edizione 2017 del Gran Trail dell’Orobie, analizzando i dati di 10 uomini arrivati nelle prime 10 posizioni, di 10 giunti a metà classifica e di 8 a fondo classifica, ma che hanno in ogni caso concluso la competizione. Studiando i loro tempi di percorrenza nei vari tratti della gara, della permanenza nelle aree di sosta e i dati tratti dai GPS personali dei runner, Maffeis ha elaborato quali siano le differenze tra un approccio alla corsa efficiente e uno penalizzate, e quali siano di conseguenza le migliori metodologie per l’allenamento e le strategie vincenti da applicare durante l’evento nelle sue varie fasi (salite, discese, aree ristoro). (Ph. A. Orlandi)