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C’è aria di novità in casa Camp. Dopo numerose imprese con Simone Moro, da sempre testimonial Camp, anche Tamara Lunger entra a far parte del team di atleti dell’azienda di Premana. Per Camp l’ingresso di Tamara è molto importante. Altoatesina, classe 1986, Tamara è ben conosciuta nel mondo montagna, non solo per le sue imprese e spedizioni ma anche per lo spessore umano e la personalità dirompente. Ama definirsi “una sognatrice innamorata delle montagne”.

Il suo ultimo successo, sempre insieme a Moro, è stato a inizio anno la prima invernale del Pik Pobeda (3.003 m) nel cuore della freddissima Siberia. L’ultima impresa di Tamara ha preso il via proprio in questi giorni, il 17 marzo: si tratta della traversata scialpinistica delle Alpi da est a ovest. Quasi 2.000 chilometri di lunghezza e 85.000 metri di dislivello positivo, insieme ad altri sei compagni. La traversata si inserisce a pieno titolo nella serie di progetti analoghi realizzati da altri testimonial Camp e rappresenta quindi il miglior modo possibile per inaugurare una partnership che si annuncia davvero speciale.

Curriculum

Sportiva da sempre, comincia a farsi notare con risultati di primo piano nelle competizioni giovanili di scialpinismo: campionessa italiana nel 2006 e 2008, vincitrice della Pierra Menta nel 2007 e 2008, campionessa mondiale giovanile nel 2008. Ma ad un certo punto le gare non le bastano più: Tamara sente un richiamo più forte, cerca nuove sfide e nel 2009 scopre l’Himalaya. Nel 2010 è la più giovane donna a raggiungere la vetta del Lhotse (8516 m), nel 2011 sale il Khan Tengri (7010 m) e l’anno successivo è la volta del Muztagh Ata (7546 m). La serie di successi prosegue nel 2013 sul Pik Lenin (7134 m) e nel 2014 sul K2 (8611 m, senza ossigeno supplementare). È quindi pronta per legarsi in cordata con Simone Moro, con cui nel 2015 tenta la salita invernale del Manaslu (8163 m). Nel 2016 ecco il Nanga Parbat (8125 m): Simone ne raggiunge la vetta in prima invernale mentre Tamara, al limite della fatica, ha la lucidità di fermarsi poche decine di metri sotto il punto più alto. Nel 2017 tenta la visionaria traversata delle quattro vette del Kangchenjunga (8586 m) e nel 2018, sempre con Moro, mette in bacheca la prima invernale del Pik Pobeda (3003 m) nel cuore della Siberia.

Photo credit: Matteo Zanga (foto a centro pagina) e Philipp Reiter (in apertura)