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Oliviero Bosatelli ha presentato in data 16 marzo, durante una conferenza stampa presso ElleErre, il suo prossimo ambizioso obiettivo, un progetto che sembra un film.

All’evento oltre al padrone di casa ElleErre, per il quale Oliviero è il capitano dell’Erock Team , erano presenti anche i rappresentanti di SCOTT e Rock Experience, gli altri sponsor dell’atleta orobico, che si sono così stretti attorno al loro gigante per confermare il loro supporto a questo ambizioso progetto. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo e diventare così “una leggenda” si devono attraversare deserti, montagne, brughiere, neve, ghiaccio e affrontare le condizioni metereologiche più estreme.

Le gare

L’obiettivo nello specifico è quello di partecipare in tre anni a tutte e 5 le gare che insieme compongono le Five Legends:

  • TRANSPYRENEA 1 -17 agosto KM 866 dislivello 52.928 mt
  • TOR DES GEANTS 9-16 settembre KM 330 dislivello 24.000 mt
  • TRANSOMANIA 25 nov-2 dic KM 283
  • SPINE RACE 14 – 21 gennaio KM 429 dislivello 13.135 mt
  • YUKON ARCTIC ULTRA 3-16 febbraio KM 692

In totale sono 2600 km da correre in alcuni dei punti più inospitali della terra. Oliviero Bosatelli ha già spuntato due gare di questa impressionante lista, una di queste il Tor Des Geants l’ha anche vinta, l’altra la Spine Race l’ha conclusa al sesto posto con un ginocchio malmesso.

Le prossime in programma sono la TransPyrenea, durante le prime due settimane di agosto, con arrivo ad Hendaye, sul mare, come cornice di un’impresa che sembra incredibile.  Una gara che si snoda lungo i pendii dei Pirenei, chiamati anche “Grande Barriera”: una frontiera naturale tra la Spagna e le Francia. Il paesaggio è caratterizzato da una catena di montagne riserva naturale, ricca di foreste e cime tra 2500 a 3000 m. Si attraversano 5 dipartimenti francesi, 3 grandi regioni, e circa un centinaio di comuni e villaggi.

L’altra gara in programma è la TransOmania, a novembre, che ha come teatro l’inospitale deserto dell’Oman, che va attraversato coast to coast, senza tralasciare le montagne che sovrastano l’Oceano Indiano.

Tutto questo per lasciare l’ultima, la più fredda a febbraio del 2019: la Yucon Artic Ultra, che segue il percorso della gara di cani da slitta più difficile al mondo. È la più dura gara di ultra trail al mondo, a causa dell’estremo freddo che c’è in Canada nel mese di febbraio.

Un obiettivo ambizioso

Tutte le 5 gare hanno uno spirito comune nel cuore dell’evento. Non conta necessariamente concludere sul podio, ma è il viaggio, l’avventura e le storie individuali che narrano questi eventi. ElleErre, SCOTT e Rock Experience credono fermamente in questo tipo di gare che vanno oltre al risultato e mostrano il vero lato autentico degli atleti. L’obiettivo come detto è concluderle nell’arco dei tre anni, ma in realtà Oliviero, con la modestia che lo contraddistingue ma al tempo stesso la consapevolezza dei propri mezzi ci ha già svelato che vorrebbe raggiungere l’obiettivo già al primo tentativo, dunque facendole una in successione all’altra. E, se le condizioni lo consentiranno, puntando a fare un’ottima classifica.

La domanda più ovvia emersa nel corso dell’evento da parte di noi giornalisti presenti, è stata ovviamente quella “quest’anno dunque niente Tor, immaginiamo, giusto?” e Oliviero, guardando di sottecchi i rappresentanti dei suoi sponsor, con la faccia di ci è consapevole di star puntando molto in alto, si è lasciato scappare un “mah… chissà, vedremo. Certo mi spiacerebbe mancare quest’anno” segno che la corsa sui giganti della Valle d’Aosta all’atleta bergamasca è proprio entrata nel cuore. A proposito delle gare di avvicinamento a queste corse pazzesche, Oliviero non ha negato che gli piacerebbe esserci ancora alla sua gara di casa, quella che l’ha consacrato come atleta di primo piano, L’Orobie Ultra Trail, magari non per fare classifica ma per allenarsi e dimostrare la sua gratitudine alla corsa che l’ha reso famoso per prima.

credit: S. Jeantet

 

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