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In Trentino, dopo il caso Passo Rolle-Outdoor Paradise e la bocciatura del progetto ideato da Lorenzo Delladio e alcuni partner, non si spegne il dibattito sullo skibusiness. Anzi, se lo scorso articolo sul tema lo intitolavamo “SFUMA OUTDOOR PARADISE MA IL FUTURO GLI DARÀ RAGIONE?” questi nuovi sviluppi paiono proprio dire che “sì, il (prossimo) futuro gli ha già dato, per il momento a parole, ragione. In data 10 novembre infatti il presidente della giunta Ugo Rossi (che aveva bocciato la proposta di Delladio) alla maggioranza che lo sostiene in Provincia ha detto di voler evitare, d’ora in avanti, la divisione netta, la guerra di religione tra ambiente e impianti di risalita che ha tenuto banco negli ultimi decenni della storia del Trentino. Cambiando marcia. Come?

«Nella manovra finanziaria ci sarà una norma che, recuperando il dibattito e le sollecitazioni arrivate sul Rolle (sia dai partiti che dalla società) stabilisca questo: le stazioni sciistiche che costruiscano dei progetti di rigenerazione della loro offerta turistica attorno ad un’idea di dismissione di impianti saranno sostenute dalla Provincia sotto diversi profili» ha detto Rossi, cogliendo alla sprovvista i partner del centrosinistra che, proprio sulla vicenda del passo Rolle, non avevano risparmiato critiche e perplessità. Ora però Pd ed Upt, riservandosi di voler vedere nei dettagli il contenuto della manovra, non nascondono la propria soddisfazione per le novità.

Ma come si strutturerà la norma che verrà inserita in Finanziaria? «Daremo la possibilità di vedere velocizzati i tempi dal punto di vista urbanistico. Un esempio? Se ci sarà la necessità di fare altre infrastrutture queste potranno avere via libera, tenendo però conto di un saldo ambientale favorevole. Ma, soprattutto, i progetti che si muoveranno nell’ottica di recupero del territorio saranno sostenuti da un punto di vista finanziario. In questo senso Trentino Sviluppo, che oggi può finanziare la costruzione di nuovi impianti, potrà finanziare anche dismissioni e altri progetti di sviluppo alternativo. Questa è una norma che può essere, (perché no?) applicata anche al Rolle» osserva Rossi.

Le minoranze

Le minoranze hanno per il momento espresso soddisfazione per la proposta. «Se il dibattito, anche acceso, di questi giorni ha portato a dire che è tempo che il Trentino si doti di strumenti di riconversione di alcune zone che decidono di cambiare modello di turismo, il nostro giudizio è positivo. Forse avremmo dovuto dotarcene già quest’anno. Come sosteniamo progetti di riconversione dell’industria è opportuno farlo anche per il territorio. La mia speranza, e voglio leggerla così, – spiega il capogruppo del Pd trentino Alessio Manica – è che questa norma possa aiutarci a considerare ancora il Rolle come un’ipotesi di lavoro aperta. Se così non fosse, se non si potesse applicarla anche al Passo al centro del dibattito, sarebbe una sorta di strabismo». Il capogruppo dell’Upt, Gianpiero Passamani: «Ci pare positivo che questo tipo di investimenti venga strutturato con una norma. Senza fare tanti giri di parole potrà essere utilizzato in modo proficuo anche sul Rolle. E aldilà dell’esempio attuale de La Sportiva di Delladio ci saranno altre località che potranno utilizzarlo».

 

Lorenzo Delladio (CEO di La Sportiva) dal canto suo ha dichiarato:

«È la prima volta che sento questa cosa. Ma per me il caso è chiuso. Mi è sembrato strano che si sia innescato un dibattito politico dopo che gli impianti sono stati venduti e quindi a giochi fatti. Mi sono trovato dentro una situazione che non avevo calcolato: volevo inseguire un mio sogno e ora mi sento un pesce fuor d’acqua perché questo non è il mio mondo… Io faccio l’imprenditore, porto nuove idee, voglio innovazioni nella mia azienda e in questo caso mi accosto al turismo. Qualcuno non ha voluto capirlo. O forse non ha potuto capirlo… Si è trattato di pochissime persone che la pensano in modo diverso, mentre la maggior parte delle persone ha capito questo progetto. Da Messner fino a tutte le persone che intervengono sui social network. Ma ormai è tardi… Il progetto (che mi è costato tempo e soldi) è in un cassetto. Non l’ho certo stracciato, ma i numeri e i dati erano logici al passo Rolle, da altre parti secondo me sarà difficile portare una cosa del genere. Lì al passo Rolle il progetto aveva una sua unicità: tolgo degli impianti per fare un parco. Per andare in un altro posto lo può fare chiunque…Il rilancio per prendere la società Sitr era possibile: i 200 mila euro in più (che pure sono soldi) non erano così determinanti all’interno dell’operazione. Non è una questione di soldi, ma del clima sbagliato in cui maturava questa cosa. La corsa al rialzo non mi avrebbe portato da nessuna parte, perché mi sarei ritrovato contro proprio i primi interlocutori con cui avrei dovuto lavorare… Francamente non vedo le condizioni per ripescare il progetto dal cassetto. Non è più possibile, mi sono anche demotivato. Era un sogno che coltivavo assieme ai miei amici e nella nostra logica non ci doveva essere nessuno contrario, ma ci aspettavamo tappeti rossi. E invece niente, c’è stata un’assoluta minoranza di contrari. Ora lasciamoli andare avanti. Diciamo che si sono presi una grandissima responsabilità nei confronti del loro territorio e del passo Rolle. Secondo la mia logica non funzionerà, perché il turismo vuole qualcosa di differente. Auguro a loro di portare avanti questo progetto, ma in funzione degli abitanti e degli operatori del passo che hanno bisogno di lavorare».

L’intervento di Daidola

Sul portale Gognablog molto interessante la posizione del famoso sciatore nonché docente di economia all’università di Trento Giorgio Daidola il quale ha valutato la nuova iniziativa di Rossi come un modo astuto per la Provincia di Trento per tentare di recuperare consensi dopo il fiume di articoli di disappunto sull’abbandono del progetto La Sportiva per il Rolle. Al tempo stesso Daidola ricorda i dubbi iniziali che sullo stesso portale erano stati esplicitati sul carattere di “turismo di lusso” che avrebbe avuto il progetto come era stato inizialmente esplicitato ma poco dopo, questa dicitura nella presentazione del progetto era stata tolta. Daidola ha cioè espresso la speranza che “difesa dell’ambiente” non debba andare di pari passo con “turismo per pochi”.

 

Fonti:

 

www.giornaletrentino.it/

 

gognablog.com/soldi-dismette-gli-impianti/