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Il comfort di una “pantofola” per avvicinamenti ipertecnici ma non troppo “ruvidi”

Batajan è la scarpa da approach tecnico leggera morbida di Dolomite con tomaia in microfibra traspirante da 1,6 a 1,8 mm e fodera anch’essa in microfibra del peso di soli 405 grammi con suola Alp Approach in Vibram Boulder. Come gran parte dei modelli adotta l’esclusivo sistema di design e progettazione DAS che nasce dall’anatomia del piede e ottiene soluzioni costruttive in grado di garantire livelli di comfort e precisione di calzata eccezionali nell’uso outdoor.

Morbidezza intorno al piede

Di questa scarpa abbiamo potuto apprezzare il comfort dato dalla sua morbidezza: sembra davvero di calzare una pantofola. Rispetto alla tendenza moderna di costruire scarpe con materiali sempre più sottili e minimalisti, questa scarpa ha ancora una buona quantità di materiale morbido attorno al piede. Spesso infatti con le scarpe da approach moderne si ha l’impressione, per esempio incastrando il piede in una fessura, di non avere la minima protezione attorno al piede, di avere cioè tomaie ormai più simili a quelle di scarpe da running. Sui terreni dissestati però una struttura della scarpa un po’ più “pastosa” garantisce al piede di stare più confortevole e protetto. La comodità di calzata è data anche dalle numerose cuciture realizzate sulla tomaia (in particolare quella diagonale che ne caratterizza il look) che, pur in un materiale non elastico come la microfibra, offrono in realtà proprio questa sensazione di “ritorno” del materiale sul piede. Realmente elastica è invece la mesh che collega la linguetta alla tomaia, aiutando anche a tenere fuori la ghiaia dalla parte anteriore del piede. Attenzione però, l’estrema leggerezza di questa scarpa la rende adatta a tratti estremamente tecnici in arrampicata (provata senza problemi su passaggi di V), ma meno indicata per terreni eccessivamente “ruvidi”. Va bene quindi a nostro avviso per avvicinamenti su sentieri in uno stato dignitoso. Se invece siete diretti a lunghi avvicinamenti fuori dai sentieri, su ghiaioni instabili, magari col rischio di nevai, vi consigliamo di rivolgervi al modello Steinbock.

Tomaia

Ci è piaciuta l’allacciatura ad alette indipendenti con fori diretti nella tomaia, senza occhielli. Anche qui, invece che le moderne calzature che, spesso, devono calzare giuste sin da subito perché l’allacciatura aiuta poco nel dare i giusti volumi, in questo caso i molti passanti ad alto coefficiente di attrito permettono di regolare, foro dopo foro, ogni singolo centimetro di volume del piede, dalla punta al collo. Perfezionabile forse la stabilità e l’altezza dell’alloggiamento del tallone e del collarino attorno alla caviglia. Quest’ultimo è forse un po’ morbido e basso sul malleolo, e blocca poco il piede. L’alloggiamento del tallone, anch’esso molto morbido e dritto, in caso di terreni molto accidentati risulta poco avvolgente.

Sensibilità e ammortizzazione

Pur nella sensazione di quasi barefooting che si avverte con questa scarpa in fatto di sensibilità in camminata e scalata, Dolomite ha voluto inserire un forte innesto ammortizzante (in rosso) al di sopra dell’intersuola nel tallone. Questo offre un po’ più di protezione dagli impatti senza allontanare il resto della pianta del piede dal terreno. Al contempo, crea forse un eccessivo drop che in discesa costringe le dita. Nel complesso calzatura ottima per le mete più classiche nelle mezze stagioni, Arco, Finale, la Val d’Adige o le pareti alpine purché con avvicinamenti non eccessivamente complicati o con zaini pesanti. Per quelli meglio indirizzarsi sulla più protettiva sorella maggiore. Noi l’abbiamo testata su ogni tipo di terreno, ma forse quello più significativo è l’avvicinamento alla via Oceano Irrazionale in Val di Mello, che come noto, è tanto avventuroso quanto la via stessa. Ebbene, sui passi di pura aderenza in granito questa scarpa, grazie anche all’eccezionale suola Vibram Boulder, dà veramente il massimo proprio grazie alla distanza limitatissima tra il piede e la roccia.

Durante l’avvicinamento alla via, a picco sulla Valle di Mello

Le Batajan appese alla sosta dopo il tiro della “tromba” della via Oceano irrazionale