In questo articolo si parla di:

Il salone OutDoor porta alla ribalta, ogni anno, nuove proposte e trend. Tra gli ultimi quelle delle cosiddette “microavventure”, cioè la capacità di vivere esperienze nuove a due passi da casa, fuori dal caos cittadino e coniugabili con il “vivere quotidiano”. Esperienze semplici, veloci, a basso costo e realizzabili da chiunque. Non si tratta, dunque, di eventi programmati, non esiste il giusto e neppure lo sbagliato. La sfida, quella autentica, è trovare lo sconosciuto nel conosciuto. E pare essere proprio questo uno temi centrali sui quali si focalizzerà l’attenzione di diversi espositori dal 18 al 21 giugno 2017 in quel di Friedrichshafen.

Le ragioni sono molteplici: da una parte, il settore è alla ricerca di nuovi obiettivi e di nuovi gruppi target per ampliare la propria offerta. Dall’altra, le micro avventure fanno tendenza per diversi motivi: si possono facilmente integrare nei ritmi quotidiani, si possono svolgere spontaneamente, offrono un’ottima opportunità di svago e non c’è bisogno di equipaggiamenti speciali, rendendole adatte a tutte le classi sociali.

E chi meglio di Alastair, il “microavventuriero” più famoso del Regno Unito, potrebbe raccontare questa esperienza? Lo farà, in qualità di ospite, ad OutDoor2017. Lui, che per molti anni ha sperimentato la ‘Grande Avventura’: dal giro del mondo in bicicletta in quattro anni, alle traversate di deserti di ghiaccio e di sabbia,  fino alle vette più alte del Pianeta. Tuttavia, è per le sue micro avventure in Gran Bretagna che la National Geographic Association gli ha conferito nel 2012 il titolo di “Adventurer of the Year”: avventure al termine di una giornata lavorativa e piccoli tour nel suo paese d’origine. Mentre tutti usano come scusa per la mancanza di movimento il lavoro “dalle 9 alle 5”, Alastair Humphreys invita a usare le ore dalle 5 alle 9 per fuggire dalle consuetudini quotidiane. Basta partire, pernottare sulla montagna più vicina a casa e poi riandare al lavoro. La sua convinzione è che “anche nei dintorni della propria città c’è tanto da scoprire.