Gli Adventure Award Days sono il festival internazionale dell’avventura e dell’esplorazione che si svolge, annualmente, nel Garda Trentino e che andrà in scena, anche quest’anno, dal 21 al 23 aprile. L’evento, molto seguito, riscuote ogni anno grande successo tra gli amanti dell’outdoor e, non necessariamente, dell’estremo. Quella che vogliamo segnalarvi è una delle tante iniziative, particolarmente meritevole a nostro avviso.

Bici, camminate e corse nei boschi, yoga, escursionismo, arrampicata sono solo alcune delle moltissime attività  “outdoor” che si possono svolgere all’aria aperta godendo delle bellezze della natura. Uno stile di vita che affascina sempre più persone e che, grazie alle moderne tecnologie, al supporto del territorio e allo spirito di persone meravigliose, è una opportunità anche per i disabili.

 Sabato alle 17.30 sul palco del Village in Piazza Segantini ci saranno Mauro Tomasi, Francesco Favettini, Marco Calzà e Alessandro Avigliano a condividere la propria esperienza e raccontarci come la disabilità possa non essere un limite.

 “Non sappiamo cosa ci riserva il futuro, ma qualsiasi cosa sia, sorridi alla vita e vai avanti”

 
Marco Calzà è affetto da retinite pigmentosa, una patologia che porta alla cecità. Fa sport da sempre, e la perdita della vista non gli impedisce di continuare a vivere la sua passione, anzi: fa cose che prima non faceva, come lo sci alpinismo e l’arrampicata.


“I nostri limiti sono solo nella nostra testa e tante volte sono fatti da altri”

 
Mauro Tomasi nel ferragosto del 2000 ha un tremendo incidente in moto sul Lago di Garda. Da allora è in carrozzina, paralizzato dalla cinta in giù e ha perso anche l’uso del braccio sinistro. Mauro è noto per le sue maratone, a cui partecipa non con una carrozzina da gara o handbike, ma con la sua normale monoguida, che spinge con un braccio solo.

 

“Alla fine non ho rimpianti, qualche pezzo l’ho perso, qualcosa l’ho guadagnato, il bilancio è in pareggio”


Alessandro Avigliano ha 32 anni. Quattordici anni fa, cade in scooter a causa di un buco nella strada: tredici ore di operazione e 4 giorni di coma farmacologico. Al risveglio non muove più le gambe. Dopo mesi di ospedale e anni di fisioterapia, salva l’arto sinistro, quello destro è in cancrena e decide di amputarlo. Nel 2010 inizia a praticare arti marziali e poi scocca l’amore per la mountain bike. Downhill. Adrenalina e concentrazione. Una grande passione che gli riempie la vita.


Francesco Favettini non è disabile, ma è ideatore e coordinatore del progetto “Corri sull’acqua”, che ha come missione principale l’insegnamento del windsurf a persone che a seguito di una amputazione di un arto utilizzano una protesi.

Programma completo al sito www.adventureawards.it o alla pagina Facebook FB/AdventureAwards o ancora utilizzando sui social gli hashtag dedicati: #AAD17 e #GardaTrentino.