In questo articolo si parla di:

…noi però ci abbiamo fatto di tutto!

 

Questo modello di occhiali da sole sono uno degli highlights della gamma di occhiali del brand transalpino ed è rivolto a un segmento in cui Julbo punta molto, quello del running. Ovviamente, per la sua storia (il brand nacque con i primi occhiali per i cercatori di cristalli di Chamonix) e il suo mercato di riferimento, Julbo guarda soprattutto alla corsa in montagna, al trail running, come naturale sbocco per questo prodotto, un mondo, come ben sappiamo, particolarmente in crescita in termini di numero di praticanti.

I bisogni di un trail runner

Quali sono i bisogni di questo sportivo? Ovviamente la leggerezza, in uno sport dove ogni cosa deve essere ridotta all’essenziale e pesare poco, perché pochi grammi di zaino possono essere niente in una camminata di qualche centinaio di metri di dislivello, ma moltiplicati per 10-15-20 ore, o perfino alcuni giorni di gara e svariate migliaia di metri di dislivello possono fare la differenza. Lo stesso è per l’occhiale: “Aero”, leggero come l’aria, un nome che è tutto un programma: 26 grammi infatti alla bilancia! Ma la leggerezza ovviamente non basta: la corsa, specie off road è un’attività altamente dinamica: salti, curve strette, discese-scivolate sui ghiaioni, tutte queste cose significano vibrazioni e impatti. Julbo ha studiato dei dettagli tecnici che permettono di far sì che, nonostante tutto ciò, il runner non rischi di perdere gli occhiali e che rimangano stabili e aderenti sul viso. Infatti le astine sono dotate di inserti Grip Tech in morbida gomma che aderiscono perfettamente ai lati del viso e di Air Link Temple System, in pratica, nella parte bassa, dove appoggiano sulle orecchie, ci sono degli inserti ammortizzanti in elastomero. Qual è l’altro grande problema di chi pratica attività altamente dinamiche e ha la necessità di riparare gli occhi da sole, rami polvere e insetti? L’appannamento ovviamente! Un occhiale per il trail running infatti per garantire protezione e funzionalità deve offrire un’ampia superficie di campo visivo (il runner non può perdersi una balise in gara e rischiare di finire fuori percorso) senza lasciare spazi dove la luce esterna possa filtrare. Molti occhiali però così facendo impediscono il passaggio dell’aria e di conseguenza si appannano molto facilmente quando l’atleta, praticando la propria disciplina, si scalda. Gli Aero invece hanno una struttura molto… aerata appunto, grazie alle ampie aperture tutt’attorno alla lente che evitano di incorrere in questo problema.

Il test

Abbiamo testato (e abusato) di questi occhiali (versione con lente Zebra Light categoria da 1 a 3) nelle condizioni e nelle attività più diverse, non limitandoci in effetti, al mero uso nel running. Proprio perché le caratteristiche tecniche di questo occhiale sono al top di gamma lo rendono infatti perfetto per varie attività outdoor di tipo aerobico. Nelle uscite e gare di trail abbiamo apprezzato la rapidità con cui la lente Zebra è in grado di adattarsi ai tratti di sentiero in cui si entra e si esce continuamente da tratti “aperti” e soleggiati a tratti più ombrosi nel bosco così come la sua stabilità anche nelle discese più scavezzacollo. L’ abbiamo trovata perfetto anche per la pratica dell’arrampicata su roccia in montagna, in quanto ti evita quel fastidioso adattarsi alle mutevoli condizioni di luce del meteo alpino o delle strutture della parete, che, spesso, in pochi metri ti fanno passare da zone illuminate dal sole a diedri e camini bui, mentre stai facendo un passaggio e hai pochi secondi per scegliere l’appiglio risolutore. Le caratteristiche della lente del resto permettono davvero di indossarlo a inizio giornata e dimenticarselo letteralmente indosso fino al tramonto, ne è un esempio la due giorni passata a cavalcare l’infinità cresta Ovest del Salbitshen, di oltre 1000 metri di sviluppo, dove li abbiamo tolti solo per le poche ore di buio di agosto, durante il bivacco sotto le stelle, appollaiato a metà della aerea cresta (vedi foto). Il riverbero del granito illuminato in pieno dal sole negli occhi per tutta una giornata può essere davvero stancante per l’occhio, invece con questo occhiali non abbiamo avvertito alcun affaticamento al termine dell’ascensione. Anzi, la capacità di aumentare i contrasti viene spesso in aiuto del climber nell’individuare le linee di salita sulle rocce chiare come il calcare biancastro della Presolana. Inoltre, grazie alla sua caratteristica fotocromatica siamo arrivati ad usarlo anche durante le sciate serali alla luce della frontale per riparare semplicemente l’occhio dall’aria fredda della sera in discesa. Inoltre durante la nostra visita presso la sede del brand, nel massiccio del Jura, vedi articolo a questo link a pag. 34, lo abbiamo provato anche durante una gita in mtb. Insomma, un occhiale che ci ha davvero colpito positivamente e le cui features tecniche ne permettono un uso, quasi, a 360°. Per quanto riguarda i maltrattamenti, beh… diciamo che ha resistito persino a una bufera di vento e sabbia lavica su un ghiacciaio islandese durante un trekking nella parte sud dell’isola. Ovviamente in questo caso l’aerazione della montatura minimalista era poco funzionale, siamo tuttavia rimati sorpresi dal fatto che le lenti ne sono uscite comunque integre… molto sporche ma, una volta risciacquate, senza alcun graffio.