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Tra le scarpe da avvicinamento La Sportiva è da sempre stata tra le aziende più innovative, nel senso che è stata tra le prime a sviluppare scarpe con questa funzione e da sempre le ha caratterizzate in modo deciso discostandole nettamente (in termini di look ma anche di dettagli tecnici) dai tradizionali scarponi o scarpe basse da montagna.

Una nuova famiglia: Traverse

Due anni fa ad OutDoor show in questa categoria prodotto l’azienda di Ziano ha presentato un’intera nuova linea dal nome evocativo di Traverse, composta da tre modelli, dal più leggero al più strutturato. Ad Ispo dello scorso anno poi la serie si è arricchita di una versione con fodera Gore tex e un modello dal taglio Mid a completarla che arriverà sul mercato la prossima primavera. Noi abbiamo avuto la possibilità di testare il modello intermedio come struttura, TX3. Avevo inizialmente compreso che questa serie sarebbe andata a sostituire il modello ormai evergreen Boulder, invece pare che le due calzature rimarranno entrambe all’interno della collezione approach e, usandole, ne abbiamo compreso i motivi. La linea Traverse infatti vuole essere un tipo di calzature più trasversali appunto, rispetto a Boulder, che è una calzatura che alcuni dettagli rendono davvero più simili a una scarpetta di arrampicata, con cui, un buon scalatore in certe situazioni riesce a muoversi anche fino al quinto, sesto grado.

Tecnica ma non esasperata

Traverse invece ha i dettagli tipici di una scarpa da approach meno estremizzati: l’allacciatura non è estesa fino in punta per esempio. È quindi una calzatura che è adatta anche a tratti molto tecnici ma rimane più multifunction, adatta quindi anche a camminate ed escursioni in velocità. Ovviamente adotta, essendo appena stata lanciata, una serie id nuove tecnologie come il sistema di costruzione STB Control System che fornisce struttura e stabilità torsionale. È molto leggera (350 gr.) grazie a un design essenziale: la linguetta è integrata nella tomaia su un lato e molto corta. Interessante il sistema di allacciatura, ispirato ovviamente al progetto Mithos: i tiranti sono passanti all’interno della tomaia per permettere la regolazione della tensione in modo molto rapido.

Il test

L’abbiamo testata tutto l’autunno sui sentieri del Val Susa, durante l’avvicinamento alla rocca di Cateissard, sul granito della Val di Mello così come sui ghiaioni calcarei della Presolana. Nonostante tuti questo maltrattamenti la scarpa ha, nonostante la sua leggerezza, resistito bene, grazie anche al bordo in Pu TechLite all-around. La suola è in Vibram MegaGrip con climbing zone in punta quindi ha un’ottima aderenza e l’intersuola ospita l’ Impact Brake System sul tacco per ridurre gli impatti. I tiranti integrati nella tomaia all’inizio ci sembrava che creassero die punti di pressione sul piede, ma poi poche uscite sono state sufficienti affinché la tomaia prendesse a forma del piede e questo effetto non l’abbiamo più avvertito. Interessante la sporgenza della suola oltre la scarpa sull’esterno del piede, un utile supporto quando ci si trova a camminare in traverso. Nel complesso un’ottima calzatura per chi vuole un prodotto multifunzionale per le attività outdoor, tra cui magari arrampicate e vie ferrate ma che si dedica anche ad altro e vuole quindi un prodotto polivalente. Non adatta ovviamente a trekking impegnativi se con carichi pesanti o attraversamenti di lunghi nevai.

Durante la non banale discesa dalle Dimore degli Dei, al termine della via Luna Nascente. Ottimo il grip anche sul bagnato.

La struttura rocciosa dove sale la via Luna Nascente.